
Cartellone ricco e di qualità quello che il Teatro Civico di Tortona riserva per questa stagione 2009 - 2010.
Grandi classici, spettacoli musicali, drammaturgia contemporanea, commedie brillanti.
Interpreti di grande prestigio e giovani rivelazioni del palcoscenico italiano.
Si comincia con Gene Gnocchi e passando attraverso la bravura di consumati protagonisti delle nostre scene quali Paolo Villaggio, Paola Pitagora, Ugo Pagliai e Paola Gassman si arriva a Ornella Muti.
Il Teatro non ha categoria ma si occupa della vita. È il solo punto di partenza, l'unico veramente fondamentale. Il Teatro è la vita..
- Peter Brooke
PAOLO VILLAGGIO
“Paolo Villaggio: vita, morte e miracoli”
testo e regia di Paolo Villaggio
Paolo Villaggio - Venerdi 30 Aprile 2010.
Attraverso le tappe più curiose o divertenti di una vita, si delinea anche
uno spaccato della Genova degli anni ‘30/40’ e con essa torna il sapore
dolce-amaro di quei lontani giorni di scuola, quello delle prime disavventure
amorose e quello, decisamente più gradevole, del tempo trascorso con gli
amici Gassman, Tognazzi, de André, Ferreri. Incantare il pubblico tra
divertimento e un pizzico di malinconia aggirandosi, quasi miniera inesauribile,
nella ricchezza di cose realizzate tra cinema, TV, editoria, teatro.
“Sono le tre del mattino nella mia casa bianca sul mare, alle Bocche di
Bonifacio, in Corsica. E’ una magnifica notte senza luna. Il faro di Capo
Pertusato illumina, a intervalli regolari, il soffitto della mia stanza.
L’acqua è immobile, non una bava di vento, solo l’odore del mare. Non
è una notte normale, questa è la mia grande notte, perché è l’ultima della
mia vita. Maura è addormentata vicino a me: la guardo e provo uno slancio
di grande affetto. Sorrido, perché nel suo volto c’è sempre l’espressione
di bambina che ho tanto amato. E’ il momento del distacco. Le bacio la
fronte e il suo odore mi fa tornare a una notte lontana, quando le ho
illuminato il viso con un bicchiere pieno di lucciole. E’ il 10 agosto
di tantissimi anni fa. Ora sono a Genova, in un boschetto di pitosfori
sulla spiaggia di San Giuliano, in Corso Italia. Anche questa notte il
mare è piatto, non c’è la luna, ma centinaia di lucciole. E i pitosfori
sembrano alberi di Natale. Li vicino c’è una baracchetta di legno dove
vendono pezzi di cocco e si può bere della gazzosa squisita. Prendo un
bicchiere di vetro, lo riempio di lucciole, lo capovolgo sul palmo della
mano sinistra e, con quella lanterna magica, illumino il viso di mia moglie,
che ha quindici anni. E solo in quel momento, per la prima volta e a quella
luce speciale, noto una cosa che di giorno non ero mai riuscito a vedere:
tante, tantissime piccole efelidi sul suo naso. Sono sempre stato ossessionato
dall’idea di capire se un momento che sto vivendo è un momento felice.
Vi confesso, a distanza di molti anni, che quello è stato il momento più
felice della mia vita.” I ricordi riaffiorano leggeri, come condotti per
mano sul filo della tenerezza o su quello, più graffiante, dell’ironia.
